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Cerimonia del Tambor

Cerimonia del Tambor …cos’è

I Tamburi Batà vengono suonati in occasioni di feste o cerimonie di varia natura e generalmente dedicate ad un Orisha, chiamate genericamente Cerimonia del Tambor

La Cerimonia del Tambor si svolge in una stanza, all’interno dell’abitazione di un santero, con un altare posizionato in un angolo e circondato di stoffe nel colore del santo. Sull’altare c’è una zuppiera con le pietre dell’orisha e tutto intorno altre zuppiere dedicate a tutti gli altri santi e decorate con i colori del santo di appartenenza. Vi sono anche tutti gli attributi dell’Orisha cui è dedicata la cerimonia e un’offerta dei cibi prediletti dal santo. Di fronte all’altare un cesto per le offerte in denaro e, accanto, lo strumento usato per invocare l’Orisha.

La musica nel Tambor

La Cerimonia del Tambor è sempre accompagnata da musica, al suono dei Batà, e danze.
Inizia sempre con le sole percussioni, Oru Seco, con le quali vengono invocati tutti i santi, ognuno con il suono a lui dedicato.
Quindi prosegue la parte cantata e danzata, Eyà Aranla, che prevede un cantante solista, Akpwòn, e un coro, Ankorì, che risponde.
Ogni Orisha ha un suo ritmo di tamburi, un suo canto e una danza che cerca di imitare la sua personalità.
Succede spesso che gli officianti le cerimonie e i ballerini raggiungano uno stato di trance.

Oltre alle celebrazioni di gratitudine nei confronti di un santo, le occasioni più comuni per un Tambor sono le seguenti:

Asiento o Discesa del Santo
Questa festa ha lo scopo di iniziare una persona alla Santeria e si svolge invocando il suo Orisha perché si impossessi di lui. A volte per costringere il santo a scendere per impossessarsi del suo iniziato viene provocato, addirittura insultato. Quando poi il santo s’impossessa dell’iniziato, il cantante comincia a blandirlo per calmarlo.
Durante questa cerimonia lo Iyawò è seduto sull’altare.

Bembè
E’ la festa celebrata, nella propria casa, per il compleanno dello spirito, l’anima di una persona deceduta che si presenta in sogno e che ti accompagna nel corso della vita. Molti cubani hanno un rapporto intimo, rispettoso e quotidiano con il proprio spirito. Il Bembé è aperto a tutti.

Divinazione

Questo rituale serve ad aprire un dialogo con gli Orishas e vengono usati diversi metodi per la sua esecuzione.

Diloggùn, con le conchiglie.

Il santero lancia 16 conchiglie ed esistono diverse interpretazioni in base al modo in cui cadono.

Biague, con il cocco

Il cocco, frutto di Obatalà, è usato come offerta in tutte le celebrazioni agli dei. Le risposte si ottengono lanciando 4 pezzi di cocco e interpretandone il significato in base alla posizione e al verso in cui sono caduti.

Ekuele, con una catena formata da 8 pezzi di materiale vario (cocco, gusci di tartaruga, semi, metalli, o altro)

La catena viene fatta cadere su una stuoia e a seconda di come cadono i pezzi si possono avere fino a 256 combinazioni diverse, che corrispondono ad altrettanti significati. Questo metodo può essere eseguito esclusivamente dai Babalaos.

Tablero de Ifà, con una tavola circolare in legno di cedro o mogano

Anche questo strumento di comunicazione con gli dei può essere utilizzato solo dai Babalaos, assistiti dai babalochas (uomini) e dalle lyalochas (donne) e solo in occasioni particolari, in sostituzione dell’Ekuele. Sulla tavola sono segnati i 4 punti cardinali, ognuno dei quali rappresenta un orisha ben preciso (Obatalà – nord, Odduà – sud, Changò – est, Echù, uno dei modi in cui si manifesta Elegguà – ovest). Il Babalaos sparge sulla tavola una polvere bianca, di solito ricavata da manioca macinata, quindi lancia su di essa 16 conchiglie. L’interpretazione viene ricavata in base alla posizione che assumono le conchiglie rispetto ai 4 angoli.

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